Storica Parata dei Turchi Potenza (PZ) Basilicata 2024
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Storica Parata dei Turchi

mercoledì 29 maggio 2024
POTENZA (PZ)
EVENTO CONCLUSO
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Potenza (PZ)
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Come ogni anno, il 29 maggio, giorno precedente la celebrazione di San Gerardo, patrono di Potenza, si rinnova la tradizionale Storica Parata dei Turchi e si fa risalire la rappresentazione allegorica alla pretesa invasione di Potenza da parte di un esercito turco, il quale avrebbe risalito il fiume Basento fino al capoluogo. I cittadini, impotenti dinanzi all'organizzazione militare degli invasori, si sarebbero rivolti così al vescovo, Gerardo La Porta, e questi, invocando una schiera di angeli guerrieri, avrebbe compiuto il miracolo di liberare la città dai suoi nemici. Appare tuttavia improbabile che, in tempi geologicamente recenti, il fiume Basento sia stato navigabile, inoltre non è storicamente riscontrata un'invasione turca riconducibile al periodo di S. Gerardo la Porta.

È più credibile, invece, che Gerardo la Porta, già vescovo di Piacenza, abbia cominciato a essere venerato come santo protettore della città (il protettore precedente era S. Oronzio, martire), dopo esservi stato mandato dalla Santa sede per contrastare la diffusione dell'eresia Catara. Difatti, è certo che i Catari, nei primi decenni del XII secolo, estendessero le ultime propaggini nel sud Italia.

Questa rappresentazione fa parte del Patrimonio D’Italia per la Tradizione. Nel mese di Aprile si svolgono i provini per assegnare i ruoli alle comparse. Quest’anno saranno oltre 1400 i figuranti che prenderanno parte al Corteo storico, che avrà inizio dallo Stadio Viviani e attraverserà alcune vie della città fino ad arrivare al centro storico dove si concluderà.

Il percorso è articolato in tre ambientazioni: la prima è un saluto che i figuranti rivolgono al pubblico per riproporre la storica parata come avveniva nell’800; è un’ambientazione di festa e di gioia atte a preparare il pubblico con musiche, danze e vestiti del periodo.

La seconda ambientazione si innesta nella tradizione con il personaggio del Gran Turco Civuddine e il suo harem; seguono poi arcieri e lancieri turchi e spadaccini turchi e latini che improvvisano combattimenti. Vi è poi la maestosa Nave e il San Gerardo bambino, con gli angeli e i prigionieri turchi. Seguono i vessilli delle quattro porte e la nobiltà potentina del ‘500. Si rievoca inoltre l’entrata in città del Conte Alfonso dei Guevara accompagnato dalle magistrature e il clero cittadino.

La terza ambientazione è pura gioia e profonda spiritualità: offre uno spaccato del popolo del XII secolo che conobbe il vescovo Gerardo e lo proclamò Santo a furor di popolo, appunto. S’inserisce qui un momento molto partecipato e sentito con l'accensione in Piazza del Sedile della Iaccara, fatta di canne e ornata con fiori che rappresenta devozione al Santo, di oltre 10 metri, portata a spalla per tutti i 5 km percorsi dal corteo. In passato ce n’era una per ogni Porta e quando venivano accese, illuminavano poi il percorso a ritroso della gente verso le loro abitazioni in campagna. A chiudere la scena l'arrivo del Tempietto con l’immagine di San Gerardo, preceduto dai Cinti devozionali e dalla milizia di San Gerardo e seguito da una fiaccolata.

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